martedì 26 maggio 2009

E TORNAMMO A RIVEDER...GRAZIE A TUTTI

Con il nostro ritorno a Padova nel blocco d'afa di ieri sera, questo blog si chiude. 

Le foto più o meno compassate del matrimonio, molto meno compassate del buffet e decisamente non compassate del post midnight circoleranno prossimamente attraverso i mille rivoli della rete. Salvo quelle tra le tre e le quattro di mattina: censurate dalla commissione appositamente creata per salvaguardare ciò che resta dell'immagine pubblica del mondo universitario italiano. In alcuni casi immagini di indubbio gusto artistico sono già disponibili per gli utenti di facebook (grazie Mari, che si è ripresa dalla rosta giusto in tempo per non sboccare sugli anfibi dei carabinieri di pattuglia a Gradisca, e per interagire con internet).

Abbiamo sentito alcuni di voi tra ieri e oggi (quelli che si sono già ripresi) e vi sentiamo tutti molto felici dell'andamento della festa. Di altri speriamo di avere presto i feedbacks.
A riprova documentale del buon andamento eno-gastronomico della nottata, abbiamo avuto l'occasione di ascoltare oggi il commento del responsabile del catering, secondo il quale "i vostri amici bevono veramente bene!". 
Ve lo giriamo come una medaglia d'onore sul campo.

A TUTTI, GRAZIE PER ESSERCI STATI. 

Marco e Anna

martedì 19 maggio 2009

venerdì 15 maggio 2009

Se un pomeriggio di maggio un viaggiatore...

Cari tutti

Abbiamo pensato, il giorno dopo il fausto evento, di recarci in quel di Portorose (distretto dell'Istria) per ritemprarci dalle fatiche eno-gastronomiche del giorno precedente. Se ciò che resta di voi (nel senso dei residui psico-fisici e nel senso numerico del termine) ha voglia, tempo ed energia di seguirci, perché non vi accodate? Noi ci fermeremo a dormire lì, approfittando del disastro dell'economia turistica che promette prezzi stracciati (e quando più ci ricapita?), ma ci vogliono comunque più o meno 35 minuti da Trieste...

sabato 25 aprile 2009

Dolce dono graditissimo...Ancora sulla lista dei desideri

Cari tutti
Tra l'imbarazzato e il commosso, faccio fronte alle telefonate di chi, in assenza ideologica della lista di nozze, mi rivolge direttamente la domanda su come celebrare merceologicamente l'evento...
Un plauso agli amici bassanesi, che, mercè la decisa organizzazione del tenente Berton, stanno già provvedendo secondo indicazioni a provvida e opportuna attrezzatura da trekking; tutto sarà collaudato quest'estate nell'attraversata statunitense costa-a-costa (nel senso di coast, ovviamente, non degli zii di Anna). Per lo zaino, forse è il caso di proccedere anche ad un porta fucile, si sa mai...
Gli amici pisani si muovono nel più totale mistero; confido che le alzate di ingegno dello Schwarz saranno contenute - quanto ho scritto nel post appost rimane valido (e non so come guarderei history channel in un forno a microonde).
Gli amici sparsi per l'Italia, e/o gli USA, e/o il continente europeo e diramazioni: lo sposo, tra una porconata e l'altra sulla decisione della sposa di non elaborare una lista nozze, è vicino con partecipazione alle vostre ansie. E poiché sono solidale, vi confido: se siete in dubbio, contattatemi pure; ormai ho perso l'imbarazzo, e rimane solo la commozione (nel senso di commozione cerebrale)


martedì 21 aprile 2009

Alcuni amici dello sposo attendono la cena


Gli invitati arrivati la sera prima sorvegliano il buffet all'alba del 23 maggio...


La prima e la seconda battaglia dell'Isonzo...

Alcuni ospiti di riguardo alla cena del 23 maggio: SAR Il Duca d'Aosta, con il fratellino e il figlioletto (amabile fotografia di insieme di imboscati negli Alti Comandi). Il primo, comandante della III Armata, è ricordato giustamente come un amabile paradigma del tipico generale piemontese (bel, biond e ciula). Di lui rammentiamo il fantastico ritrattino confezionato da Lussu: "Il Principe aveva scarse capacità militari, ma grande passione letteraria. Egli e il suo capo di stato maggiore si completavano. Uno scriveva i discorsi e l'altro li parlava. Il duca li imparava a memoria e li recitava, in forma oratoria da romano antico, con dizione impeccabile. Le grandi cerimonie, piuttosto frequenti, erano espressamente preparate per queste dimostrazioni oratorie. Disgraziatamente il capo di stato maggiore non era uno scrittore. Sicché, malgrado tutto, nella stima dell'armata, guadagnava più la memoria del generale nel recitare i discorsi che il talento del suo capo di stato maggiore nello scriverli. Il generale aveva anche una bella voce. A parte questo, egli era abbastanza impopolare" (da Un Anno sull'Altipiano)



Per chi voglia farsi invece una cultura sul teatro dell'evento, fornisco (opportunamente censurata dalle tirate retoriche più radicali) questa godibilissima dimostrazione dell'erudizione internettica dei granguerrologi nostrani...

L’Isonzo era stato passato, a sud di Sagrado, durante le operazioni iniziali, da truppe che s’erano trovate davanti a una vasta inondazione, che gli Austriaci erano riusciti a provocare deviando le acque del canale Dottori. Questo canale, largo 8 metri, profondo da 3 a 4 metri e col pelo dell’acqua che supera di un paio di metri il terreno circostante, si distacca dall’Isonzo presso Sagrado e segue, ad ovest, la ferrovia che porta a Monfalcone; in prossimità di Fogliano se ne distacca un ramo detto San Pietro, che ritorna nel fiume, mentre il canale principale prosegue verso Monfalcone e il mare. Gli Austriaci, distruggendo i margini e il terrapieno della ferrovia, in qualche tratto, e costruendo una diga a Selz avevano provocato vaste inondazioni e solo il saliente di Redipuglia rimaneva asciutto e costituiva come un ponte, che era il solo tratto utilizzabile per salire sul Carso. [...]
Passato l’Isonzo da altre forze a Sagrado, furono conquistati, nella prima fase, Castelnuovo e Polazzo, alle falde dell’altipiano del Carso.
Nella seconda e nella terza fase, con rinnovati cruenti sforzi, fu conquistato e saldamente tenuto il primo gradino carsico, in corrispondenza del contrafforte più settentrionale dell’altipiano, e furono conquistate le falde delle alture di Redipiglia, di Vermegliano e di Selz; ciò consentiva di poter spostare, al coperto, artiglierie per poter battere di fianco, da sud, il Monte San Michele, importante obiettivo. Il 7 luglio la lotta sostò.
Da parte austriaca l’esito della prima battaglia dell’Isonzo fu giudicata promettente, tanto che si sospesero i lavori per la costruzione di una seconda posizione difensiva, a circa 10-14 chilometri ad ovest della Sava ed i lavoratori che vi erano adibiti furono impiegati per lavori di rafforzamento della prima linea.
Non ebbero molti giorni a disposizione, perché il 18 luglio fu scatenata la seconda battaglia dell’Isonzo, che – e non poteva essere altrimenti – fu la continuazione dell’ultima fase della prima, dopo l’interruzione necessaria per far affluire un rinforzo di artiglierie pesanti sul settore carsico, dove gravitò lo sforzo principale, localizzato particolarmente contro le posizioni di San Michele-San Martino. [...]
Il Comando Supremo, da parte sua, vide chiaramente l’inopportunità di impegnare direttamente la “cortina” che ostruiva il passaggio dell’Isonzo e, poiché sulla sponda sinistra del fiume s’era posto saldamente piede, nel tratto Sagrado-Fogliano-Redipuglia, in quel settore ritenne di insistere, con un concetto di manovra, quello di scardinare il pilastro meridionale del campo trincerato di Gorizia, il Monte San Michele; ma le truppe dovevano necessariamente attaccare le posizioni che le fronteggiavano e bisognerà arrivare all’agosto 1916 per veder applicato da Badoglio, con la conquista del Sabotino, quel sistema di camminamenti e di approcci del quale il Comando Supremo aveva già prescritto l’impiego.
Allo scopo di evitare che il nemico concentrasse i suoi mezzi sul tratto minacciato, bisognava tenerlo incerto su quale esso fosse e, quindi, azioni impegnative furono effettuate sul Podgora, a Plava, sul Monte Nero, nella conca di Plezzo.
Il comando della III Armata intendeva assicurarsi, anzitutto, la larga base di partenza attorno al San Michele, dal contrafforte nord-occidentale del monte, detto q.170, fino all’orlo della conca di Doberdò e al monte Sei Busi e, da essa, poi, sviluppare un attacco convergente verso le quattro cime del San Michele. In pratica, le truppe si lasciarono trascinare dall’azione, sì che le ali mossero in anticipo, fra il 18 e il 23 luglio, il nemico indebolì il centro e ne approfittarono le nostre fanterie del corrispondente settore per avanzare alquanto, fra il 24 luglio e il 3 agosto.
Diventarono famose le denominazioni di oscure località, e a volte i nomi venivano suggeriti dalle vicende della lotta: Bosco Cappuccio, Bosco Triangolare e Bosco Lancia, Trincea delle frasche, Trincea dei razzi, Trincerone rosso e simili.
Le quattro cime del Monte San Michele vennero conquistate, un contrattacco austriaco ce le tolse, furono riconquistate e ancora riperdute; la fine della battaglia trovò la nostra linea rettificata in avanti, appoggiata alle falde occidentali del San Michele e alla sommità del monte Sei Busi, mentre risultava soppresso il saliente di Sagrado. A Plava, era stata alquanto allargata la difesa attorno a Globna e qualche progresso veniva conseguito ad est del Monte Nero.
La seconda battaglia dell’Isonzo segnò il culmine del nostro sforzo nell’estate 1915; furono impiegate quasi tutte le riserve e oltre alle perdite di uomini e materiali, causate dalla lotta, si rivelarono alcune deficienze organiche fondamentali: insufficienza, in numero e potenza, di artiglieria, deficienza di mezzi di distruzione, carenza di osservazione aerea.
Soprattutto il reticolato dimostrò di essere un ostacolo insormontabile, i proiettili di artiglieria rompevano qualche filo, ma non rimuovevano il groviglio. Si tentarono vari espedienti e citiamo, quasi a titolo di curiosità, la “ruota Cantono”, delle dimensioni di una ruota di bicicletta, munita di arpioni taglienti, che veniva lanciata da una specie di catapulta che le imprimeva un moto rotatorio: gli arpioni recidevano qualche filo, poi trattenevano la ruota, in mezzo al reticolato, finché scoppiava la carica di esplosivo, che costituiva il corpo centrale; i risultati furono assolutamente deludenti. Le bombarde vennero nel 1916 e i guastatori – soldati del genio e volontari di fanteria – muniti di pinze da giardiniere o di tubi di gelatina esplosiva riuscivano, a prezzo di grandi sacrifici, ad aprire qualche varco, insufficiente però allo sviluppo di un attacco travolgente. E il reticolato, quando non costituiva un ostacolo continuo, invalicabile, funzionava da filtro, perché nei ristretti passaggi l’attacco si frammentava, i brevi varchi costituivano un’insidia mortale per i valorosi che vi si avventuravano e coloro che riuscivano a passare di là si trovavano stretti, fra la trincea nemica e l’ostacolo alle spalle.


Fonte: http://www.centroricerchearcheo.org/ (sito del Centro Ricerche storiche e archeologiche del Goriziano)

giovedì 9 aprile 2009

Abitini e coprispalle. Ovvero, attenti alle temperature...

Post rivolto specialmente alle gentili e leggiadre fanciulle che bramano la bella stagione per (s)vestirsi e piroettare in leggeri abitini dalla consistenza di una velina (intesa come foglio di carta sottile e trasparente, non come procace ragazza dalle lunghe gambe - peraltro anch'essa ampiamente svestita). ATTENZIONE! La cena è alla sera - non a mezzodì - sulle colline del goriziano- non sulle rive di Tirrenia - ed è maggio - non agosto. Da quelle parti avevano freddo anche i fanti della III armata nelle divise di lana. Traetene le giuste conlusioni quando sceglierete il vestito!

giovedì 2 aprile 2009

Parcheggiare a Trieste - ovvero, se dovete metter giù l'auto per più di un'ora e la volete ritrovare sana

Trieste sarà anche mitteleuropea, ma secondo me è pure troppo levantina...
Borgo teresiano a parte, dove si possono scorgere le ultime vestigia di una qualsivoglia prospettiva urbanistica, la verità è che la sua struttura impedisce qualsiasi forma di regolamentazione sensata del traffico e dell'uso dei mezzi a motore. E poiché l'uomo è un essere adattabile, i triestini si sono assuefatti ad un uso - come dire? - disinvolto dell'automobile, e ad una certa nonchalance nei confronti delle sue condizioni estetiche. Il che mi porta a consigliare caldamente, a tutti coloro che posseggono un automobilina minimamente ben tenuta e che gradirebbero ritrovarla intatta, di cercarsi un buon parcheggio, se dovete lasciarla per più di qualche ora. In caso contrario, potete parcheggiare tranquillamente su striscie pedonali, agli angoli dei vicoli, dentro le vetrine dei negozi e in casa del sindaco; i vigili urbani a Trieste esistono solo per bellezza, e il codice della strada è allegramente sconosciuto.
Ecco qualche consiglio:

-Parcheggio scoperto a pagamento sulle Rive: uscita autostrada a Sistiana, percorrere strada costiera, poi viale Miramare. Proseguire oltre la stazione ferroviaria, avanti verso Piazza dell’Unità e oltre.

-Parcheggio coperto Saba Italia a pagamento (ex Silos)Piazza Della Liberta', tel: 040 44924
Si trova immediatamente dopo la Stazione FFSS a destra.
http://maps.google.it/maps?f=d&source=s_d&saddr=piazza+della+libert%C3%A0,+9&daddr=&geocode=&hl=it&mra=ls&sll=45.656588,13.772564&sspn=0.008369,0.014269&ie=UTF8&ll=45.656948,13.771749&spn=0.008369,0.014269&z=16

-Parcheggio Foro Ulpiano: di fronte al Tribunale a pagamento E’ il più scomodo rispetto alla sede del Municipio di Trieste.

Dormire a Trieste (per chi vuole prima o dopo gustare il fascino della Metteleuropa, dello stinco di maiale e del lesso col rafano)

E se qualcuno volesse comunque dormire in città? Per tutti coloro che voglio fare immediato ritorno nella civiltà, e per chi volsse farsi un giretto prima o dopo le nozze, ecco alcuni alberghi (accuratamente selezionati dalla sezione indigena del clan) dove potete trascorrere comodamente la notte (o le notti):

Hotel Porta Cavana (nella zona in cui Joyce andava a bordelli, affascinante, vicino alle Rive e a piazza Unità): Tel. 040-301313 http://en.venere.com/hotels_trieste/hotel_porta_cavana.html?ref=631338&kwp=73-h287380

Hotel Istria (in Viale XX Settembre, storico passeggio cittadino): 040-371.343 http://www.hotelistria.com/

B&B "Lorenzo", nel borgo teresiano a Trieste, tra via Carducci e P.zza Goldoni (zona un po' rumorosa ma centrale): 040-363.278; cell: 328-8119561 http://www.bandblorenzo.it/contatti.htm

martedì 31 marzo 2009

E' il matrimonio che va, con le sue macchinine brum-brum

Mi rendo conto, i trasporti non sono dei più agevoli. Per questo raccomando a tutti ("e se non è abbastanza gentile, io pregare", The Lord of the Rings, II, Samvise a Gollum) di muoversi con la propria auto, soprattutto perché
1) Il percorso da Trieste alla villa-casale non è fattibile con nessun mezzo pubblico
2) dal medesimo loco all'albergo è anche peggio (perché di notte) e non credo che sul San Michele si avventurino i taxi (esclusi quelli della Marna, si intende).

Se possibile, qualcuno potrebbe comunicarci la disponibilità di posti auto da mettere a disposizione quel giorno?

lunedì 30 marzo 2009

La lista dei desideri...

"Ma la lista di nozze?" "Eh...non c'è..." "Come??? E ora come faccio...?" "No, vedi, è che ci sembrava brutto..., poi siete tutti sparsi per il mondo, abbiamo la casa piena di robe, il gomito mi fa contatto con il ginocchio...". Ecco, questa è la media telefonata delle ultime settimane. Dove compaiono alcune giustificazioni legittime - i partecipanti al baccanale provengono non diciamo da due regioni, non diciamo da due stati diversi, ma diciamo, siore e siori, da ben due continenti! - e altre meramente ideologiche (questi comunisti pessimisti e falsi! direbbe il nostro beneamato presidente del consiglio). Comunque sia, NON C'E' una lista di nozze, ecco tutto.
Tuttavia, su insistenza delle parti interessate, e per evitare lunghe ed imbarazzanti telefonate, ci siamo resi conto che dovevamo in qualche modo indirizzare l'istinto consumistico impellente di chi voleva partecipare al lieto evento con un presente. Evitando consigli pur di un certo interesse (ci è stato proposto tempo fa anche un presente in titoli di stato USA...ma saranno ancora buoni? lo chiederò a De Cecco la prossima volta che lo investo in corridoio al quarto piano mentre porcono al cellulare), ci limitiamo a indirizzarvi verso alcuni luoghi/siti in cui potrete lasciare briglia sciolta alla vostra fantasia, e a ringraziarvi in anticipo - la sposa con l'imbarazzo proprio di chi teme e detesta la mercificazione dei sentimenti, lo sposo pregustando i filmoni di guerra sul maxi schermo nuovo di zecca con l'insensibilità tipica di decine di generazioni di mercanti e contadini...

Per il gruppo Pisa:
Mediaworld è sempre un bel posto per una gitarella collettiva. Tenete sotto controllo le idee geniali dello Schwarz e ricordatevi di quanto espresso sopra (ultima riga...)

Per il gruppo Bassano:
La tecnologia è sempre un ottimo espediente - ma anche l'attrezzatura sportiva non è da meno. Visto che con la maggior parte di voi sono destinato a rischiare la vita in montagna, potreste sempre provvedere ad un paracadute...(vabbè, qualcosa di più utile, forse..) utile magari anche per la consorte quando riuscirò a trascinarla in ghiacciaio.
Per il Gruppo Misto (Radicali - Liberali - Democrazia Operaia e SVP):
va bene tutto, basta che non siano pentole, coperchi e affini...dovremmo buttarci fuori di casa noi per metterne altri. Un Goya sarebbe un'idea, abbiamo una bella parete grande da riempire...ma ci accontentiamo anche di un Canaletto o di una Da Ponte (scuola).

Come arrivo in centro a Trieste? E quanto ci metto?

In auto: prendete la A4 (detta anche E70) fino all'uscita di Prosecco - Trieste centro. Lasciate l'autostrada e prendete in direzione Opicina - Trieste centro. Avventurarsi nele stradine della città è un'impresa che farebbe bestemmiare anche la buonanima di madre Teresa; il consiglio più semplice (oltre che di dotarsi di navigatore) è di seguire le indicazioni per la Stazione FS e da lì immettersi, passando davanti alla stazione, sulle rive. A quel punto proseguite fino a che troverete sulla sinistra la piazza, o il primo parcheggio che vi aggrada. In alternativa, potete abbandonare l'A4 al casello di Lisert, uscita "Sistiana", e avventurarvi sulla SS 14 Costiera. Strada panoramica, dove i triestini e gli automobilisti d'oltre confine danno il meglio di se, dimostrando che i veneziani non sono i peggiori autisti circolanti a nord est. Se sopravvivete, vi godrete la bellezza di Miramare, e arriverete a Trieste proprio dalla parte delle rive. 
In treno: la stazione di Trieste è a circa 10 minuti a piedi da Piazza Unità d'Italia. Si consiglia di seguire il lungomare.

Alcuni tempi di percorrenza: grazie all'apertura del nuovo Passante mestrino, andare in auto a Trst non è più un terno al lotto né è più richiesto alzarsi alle sei di mattina per arrivare alle 16:00. Tuttavia, essendo sabato pomeriggio, è sempre consigliabile un po' di anticipo...Calcolate almeno due ore - senza traffico - da Padova all'uscita dell'autostrada (senza rischiare l'autovelox, naturalmente), e una mezzora per arrivare con l'auto in centro e parcheggiare. Per chi arriva in motoscafo, si consiglia di prendere accordi con la capitaneria.

Per chi viene da Pisa: la prognosi è di almeno 5 ore (senza complicazioni), tre sulla Pisa-Padova (parlo per esperienza) e 2 sulla Padova-Trieste, più parcheggio etc. Per chi vuole prima passare dall'albergo, se prenotato a Gradisca, si calcoli almeno un'ora in più.
Il consiglio, per chi può e ha voglia, è di pernottare la notte tra il 22 e il 23 a Trieste, come faranno i nubendi medesimi.  

Quando esserci, dove esserci. Coordinate minime del programma


Il matrimonio verrà celebrato, secondo il rito previsto dal Codice Civile della Repubblica, nella Sala Matrimoni del Municipio di Trieste, in Piazza Unità d'Italia al civico 4, alle ore 16:00 di sabato 23 maggio. Per chi non ci fosse mai stato, piazza Unità è quel carino e financo lezioso salotto all'aria aperta che sta giusto di fronte al lungomare - dette rive. Per i cultori di storia patria, fate riferimento al molo Audace, sede dello sbarco dei primi fanti italiani dall'omonimo cacciatorpediniere il 3 novembre 1918 (non casualmente, anche loro arrivarono in piazza alle 16:00), voltatevi con le terga al mare e avrete la piazza di fronte a voi. 
Per quello che riguarda i parcheggi, avete due scelte: le rive sono un pratico ed enorme parcheggio a pagamento, di norma abbastanza libero; in alternativa, c'è un parcheggio interrato non troppo distante dalla stazione FS, zona tribunale, a circa 10 minuti a piedi dal municipio. 

domenica 29 marzo 2009

Dove festeggeremo! La villa (detta anche casale) di Castelvecchio


Quanto può essere ideologico un matrimonio?

Per gli adepti della chiesa bourdiesiana molto.

In attesa della convocazione di un seminario che chiarisca i significati simbolici del rito matrimoniale nella società precaria di età contemporanea, con pubblicazione dei relativi atti di convegno trilingui ( in proposito cfr. E' il matrimonio un buon motivo per rompere le scatole a Bourdieu?, a cura di A. Baldini - M. Sisto, Edizioni del Non ci Posso Credere, Dairago - Berlino - Leeds 2009), teniamo per buone alcune indicazioni di massima, tra cui:


1) che il matrimonio, superata la breve e insulsa fase dell'ufficialità in quel del muncipio di Trieste (Trst per gli ospiti d'oltre cortina), trasmuterà in una bacchica festa, si spera con sollazzo degli intervenuti


2) che il suddetto baccanale avrà come location la barchessa della villa di Castelvecchio, località Castelnuovo, sede dell'omonima Società Agricola a R.L.Via Castelnuovo, 234078 Sagrado (GO)P.IVA e Cod. Fisc.: 00395790314 (http://www.castelvecchio.com/).

3) che per delicatezza ideologica, in ottemperanza agli ideali (sovente frustrati) di matrimonio minimalista della sposa, la suddetta villa verrà d'ora in avanti appellata "casale"


4) che sulla differenza tra il concetto di villa e quello di "casale" sta lavorando a tutt'ora una commissione ministeriale, suddivisa in due sottocomitati esplorativi, i cui risultati verranno presentati alla presenza del ministro Gelmini e del prof. Schiesaro nel corso di un apposito convegno a Villa Torlonia (la partecipazione al convegno farà titolo per la graduatorie provinciali, come da richiesta convenzione con la direzione generale istruzione)


5) che l'appellativo "casale" è risultato estraneo alla maggioranza degli addetti ai lavori, ivi compreso il Maestro di cerimonie e Responsabile della Pappatoria, la cui reazione all'uso del succitato termine è stata (a memoria): "Casale? che casale? io so solo di una villa"

Dove potete dormire?

Nelle intenzioni dei nubendi, il volume di alcolici ingerito durante la cena non permetterà di percorrere più di qualche centinaio di metri senza il rischio di incorrere in qualche rapace pattuglia di pulotti/Regi Carabinieri intenzionati a impedirvi di fare danni sulle strade della repubblica (intendesi Veneta, ovviamente). Poiché dubitiamo che i nostri ragazzi in divisa verrebbero affascinati e commossi dall'esibizione di canti fescennini e/o da epitalami improvvisati a suon di cabernet, vi consigliamo sommessamente di provvedere al vostro alloggio in una delle strutture all'uopo requisite nei dintorni - o dovunque vi aggradi meglio, purché non vi costringa a mettervi alla guida. Siate gentili, non fateci sentire in colpa...

Di seguito, ecco alcuni indirizzi utili:

Hotel Al Ponte (http://www.albergoalponte.it/wp/home/), a pochi minuti di auto dalla villa (detta casale, per la cui definizione ideologica cfr. il post appost), sulla strada per il casello autostradale di Gradisca. Carino, confortevole, dotato di centro benessere (bionda massaggiatrice esclusa), per chi volesse prepararsi adeguatamente il giorno prima o smaltire il mal di testa da celebrazione il giorno appresso. Se riservate lì, ricordatevi, come da mail annunciatoria, di specificare che siete in loco per il nostro matrimonio, per garantirvi l'accesso alla tariffa agevolata (euri 100 a doppia). Disponibile anche la suite e la pista per l'elicottero per maniaci di grandezza. Trattamento amichevole (a volte anche troppo) e possibilità di fare conoscenza alla reception con le diverse sfumature dei dialetti del goriziano.

Un po' meno romantico, ma comunque abbastanza comodo, nel centro di Gradisca l'Hotel Franz (http://www.hotelfranz.it/hotel_it.html), anch'esso dotato di centro benessere convenzionato e di palestra, per chi si sentisse in dovere - ante, durante e post - di smaltire (o fare spazio).

sabato 28 marzo 2009

Annunciazione! annunciazione!

Cari miei
L'ora delle decisioni irrevocabili è giunta.
Il Piave mormora, il 23 maggio si avvicina e la logistica matrimoniale è ormai consolidata. Come molti di voi sanno già, Anna ed io abbiamo deciso di dare vita ad una pagina internet su cui convogliare tutte le indicazioni relative al matrimonio: mappe per guidatori distratti, numeri di telefono, orari per ritardatari cronici e quant'altro si troveranno quindi in quella sede fra breve, grazie anche al contributo (tecnico e decorativo) del prode Mc Esposito (testè rientrato dal regno di Scozia) che qui ringrazio. In attesa della realizzazione, tuttavia, e considerata anche la mia proverbiale pigrizia, vi invio qualche informazione essenziale per la vostra programmazione.
23 maggio corrente anno:
Ore 16:00 (fuso orario del Veneto orientale) Il matrimonio viene celebrato in termini rigorosamente civili a Trieste (TS) - Venezia Giulia - Italy (più o meno), c/o Municipio (Piazza Unità d'Italia).
Ore 16:45 Si lascia Trieste e si indirizzano le auto verso ovest, fino all'uscita autostradale di Redipuglia, per poi prendere la strada provinciale direzioen S. Martino del Carso - Colle S. Michele
Ore 17:10 Sosta spirituale e raccoglimento patriottico di fronte al Sacrario (prevista conferenza del Dr. Schwarz: "E' il culto dei morti un argomento buono per un altro libro?")
Ore 17:20 Arrivo alla villa (altrimenti detta casale per ragioni ideologiche dalla sposa) di Castelvecchio (Via Castelnuovo 2, 34078 Sagrado d'Isonzo)
Ore 17:30 Inizio (ab)buffet
Ore 19:45 Il corno di Rohan suona per richiamare imboscati ed ubriachi sparsi nel parco
Ore 20:00 Inizio cena ai tavoli
Ore 00:01 Discorso patriottico in ricordo del 24 maggio e del ritorno delle terre friulane entro i confini sacri della Nazione (prevista conferenza sul tema e proiezione di diapositive tratte dagli archivi cinematografici del dr. Faccioli). Per chi vuole, possibilità di battaglia simulata nel sistema di trincee del S. Michele attorno a Castelvecchio. Munirsi di elmetto chiodato e giberne.
Ore ??? Inizio deflusso dei convitati e distribuzione di alcooltest
Ore ??? + 0.30 Arrivo negli alberghi dei dintorni
A proposito di quest'ultimo punto: mi sono assicurato che nell'arco di qualche chilometro non siano presenti rapaci pattuglie di polizia e CC munite di etilometro. Ma non posso assicurare l'immunità fino a Trieste od oltre. Raccomando pertanto a chi può di riservarsi con largo anticipo un letto in uno degli alberghi dei dintorni (di cui sopra). Per ora, abbiamo visitato (e trovato soddisfacente) l'Hotel Al Ponte (Gradisca d'Isonzo), più o meno cinque minuti di auto da Castelvecchio (per l'occasione, euro 100 a doppia). Consigliamo anche, poco più in là, l'Hotel Franz.
Ogni indicazione di dettaglio verrà fornita sul sito in costruzione.
Infine: avrei bisogno di un indirizzo postale affidabile per ognuno di voi, al fine di inviare le partecipazioni e gli inviti. Poiché, come sapete, abbiamo deciso di contenere il più possibile il numero dei presenti, vi chiediamo di confermare ASAP la vostra presenza non appena ricevuto l'invito.
un abbraccio e, naturalmente, spero di vedervi tutti il 23!
Marco